mercoledì 25 gennaio 2012

Dentifrici con Aloe


Le virtù salutari dell'Aloe vera sono note da tempo e diversi sono i dentifrici che la utilizzano.
Una dimostrazione della sua efficacia giunge dal recente studio di Pradeep e al. (Pradeep AR,Agarwal E,Naik SB " Clinical and Microbiological Effects of a Commercially Available Dentifrice Containing Aloe vera: A Randomized Controlled Clinical Trial" j Periodontol 2011 Nov 16) che ha dimostrato come i dentifrici contenenti Aloe producano un significativo miglioramento sia del cosiddetto indice gengivale che dell'indice di placca nonché della conta microbiologica e che questo miglioramento è paragonabile a quello ottenibili con l'utilizzo di dentifrici contenenti triclosano un derivato clorurato del fenolo  utilizzabile in saponi e, appunto, in dentifrici.
Le conclusioni a cui arriva lo studio sono che l'introduzione dell'Aloe nei dentifrici possa essere efficace sia nel controllo della placca sia nel miglioramento della situazione gengivale.

mercoledì 21 dicembre 2011

Bambini: attenzione al "cibo spazzatura"

Si parla spesso di quello che viene definito junk  food cioè cibo spazzatura e degli eventuali danni che possono derivare da suo consumo abituale soprattutto nei primi anni di vita. A questo proposito interessante, ma anche allarmante, è lo studio della Bristol University pubblicato nel Journal of Epidemiology and Community Health.
Lo studio ha interessato un ampio numero di bambini dei quali sono state monitorate le abitudini alimentari ed ha evidenziato come una dieta non sana, ricca di grassi, zuccheri conservanti e simili,  tendesse ad abbassare il punteggio di QI (quoziente intellettivo) dei bambini.
In particolare più la dieta risultava malsana maggiore risultava l'abbassamento del QI.
Una dieta sana, al contrario, è risultata associata ad un maggiore QI.
Risulta quindi evidente come una dieta sana, soprattutto nei primi tre anni di vita, sia indispensabile per un ottimale sviluppo intellettuale del bambino.

giovedì 1 dicembre 2011

Rischio cellulari: una nota del Consiglio Superiore di Sanità

Il Consiglio Superiore di Sanità è intervenuto con una nota per affrontare la dibattuta ed annosa questione dei rischi per la salute connessi all'uso del telefono cellulare.
Questo organismo fa proprie le conclusioni delle ricerche dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro affermando che, in effetti, non è mai stata dimostrata una relazione causa-effetto tra uso di cellulari e rischio cancro. Al contempo, però, afferma un importante principio di precauzione richiamando l'attenzione in particolare sui bambini che dovrebebro essere educati ad un uso "opportuno" dei cellulari. I bambini, quindi, dovrebbero usare il cellulare solo in caso di effettiva necessità. In effetti, pur non essendoci al momenti studi scientifici che dimostrino in maniera inequivocabile la relazione celluare/rischio cancro, non è possibile escludere al 100% questa possibilità soprattutto qualora l'uso del cellulare sia particolarmente elevato.
In questo stato di incertezza la cosa migliore sarebbe,sia per adulti che per bambini, attenersi ad un principio di prudenza usando il cellulare solo quando è strettamente necessario.

venerdì 25 novembre 2011

Dalla camomilla un aiuto per l'ansia

Il cosiddetto disturbo d'ansia generalizzato colpisce circa il 5% della popolazione ed è quindi una patologia abbastanza diffusa. I soggetti che presentano questo disturbo sono presi da un'ansia che tende a persistere e che può riguardare anche piccole cose o situazioni apparentemente banali.
Questa ansia è spesso accompagnata da somatizzazioni come sudorazione, nausea, diarrea, senso di nodo alla gola e simili.
Un aiuto in questa patologia può venire dalla fitoterapia mediante l'uso dell'estratto di camomila (Matricaria recutita) che in un recente studio (Amsterdam JD, Li Y, Soeller L, Rockwell K, Mao JJ, Shults J A randomized, double-blind, placebo-controlled trial of oral Matricaria recutita (chamomille) extract therapy for generalized anxiety disorder J Clin Psychopharmacol. 2009 Aug;29(4):378-8) si è dimostrata superiore al placebo con il quale era stato messo a confronto.
L'azione si evidenzia soprattutto nei soggetti affetti da un disturbo di intensità modesta o media.

Parkinson e alimentazione

Uno lavoro  molto interssante (Gao X e al."Prospective study of dietary pattern and risk of Parkinson disease" Am J Nutr. 2007 Nov;86(5):1486-94) ha studiato l'associazione tra regime  alimentare e rischio di Prakinson.
Lo studio, molto ampio, ha arruolato 49692 uomini e 81676 donne osservati per un lungo periodo di tempo.
Le conclusioni sono state che un regime alimentare comprendente una elevata introduzione di frutta, vegetali, cereali integrali e pollame e una bassa introduzione di grassi saturi può avere effetti protettivi nei confronti del morbo di Parkinson.
Ancora una volta, quindi, si evidenza l'importanza sostanziale dell'alimentazione nella prevenzione delle patologie.

giovedì 17 novembre 2011

Parkinson: un solvente sembra aumentare il rischio

Un solvente, il tricloroetilene, noto ai più come trielina, sembra aumentare il rischio di contrarre il morbo di Parkinson.
Un recente studio effettuato su 99 coppie di gemelli, di cui uno affetto da parkinson e l'altro no, ha mostrato come l'esposizione sul posto di lavoro a questa sostanza aumentasse di 6 volte il rischio di contrarre questa patologia.
Lo studio ha esaminato anche altre due sostanze: percloroetilene e  tetracloruoro di carbonio.
Il percloroetilene è usato nel lavaggio a secco e come sgrassante e si può trovare anche in prodotti casalinghi mentre il tetracloruro di carbonio è utilizzato per i refrigeranati. Entrambe queste sostanze hanno mostrato di essere capaci di aumentare il richio di contrarre il Parkinson. Assolti invece altre tre sostanze esminate: toluene, xilene e n-esano.

domenica 13 novembre 2011

Paura del dentista? Proviamo l'omeopatia

Chi non ha provato la paura del dentista?
Un aiuto per superare questo problema può venire dall'omeopatia.
Gelsemium è in effetti il rimedio omeopatico che viene usato più frequentemente anche a diluizioni abbastanza alte come la 30CH (ma si possono usare anche diluizioni più basse come la 15CH e la 5CH), poichè ha nella propria patogenesi "l'ansia da evento noto" e risponde quindi perfettamente alle necessità di chi deve affrontare il dentista.